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Fratelli NATILLI

La Bottega delle Carni è un importante punto di riferimento per i buongustai.


Cinquant’anni di attività dedicata alla gastronomia privilegiando le produzioni locali e valorizzando le caratteristiche della cucina tipica molisana.


La macelleria, ha sviluppato nel tempo le sue strutture e le sue tecnologie conservando, però, sempre le caratteristiche di lavorazione artigianale fondamentali per mantenere un'’alta qualità di servizio.

giovedì 31 agosto 2017


Finalmente parole autorevoli, cade un altro tabù: la carne non fa male e sicura e preziosa

Contrordine: bistecche, formaggi e grassi non fanno male
Uno studio spiega perché le raccomandazioni di limitare i grassi per salvaguardare il cuore sono eccessive. E mette sotto accusa pane, pasta e dintorni. Così si chiude il congresso dei cardiologi europei
di ELISA MANACORDA

BARCELLONA - Nella lunga e controversa partita che si gioca sulla sana alimentazione, oggi i grassi segnano un punto a loro favore, a scapito dei carboidrati. L'analisi presentata oggi dai ricercatori canadesi dello studio PURE al congresso europeo di cardiologia, a Barcellona, punta infatti il dito sulle linee guida attuali che, limitando l'apporto dei grassi totali sotto il 30 per cento dell'energia e i grassi saturi a meno del 10 per cento, non terrebbero conto dell'evidenza emersa dalle loro indagini: secondo cui una dieta ricca di glucidi è associata a un maggior rischio di mortalità, mentre i grassi, sia saturi che insaturi, sarebbero associati a un più basso rischio di mortalità.
PURE ( Prospective Urban Rural Epidemiology) è uno studio osservazionale guidato dall'Università di Hamilton, in Ontario, nato con l'obiettivo di esaminare l'impatto dell'urbanizzazione sulla prevenzione primordiale (l'attività fisica o i cambiamenti nell'alimentazione, per esempio), sui fattori di rischio (obesità, ipertensione, dislipidemia eccetera) e l'insorgenza di malattie cardiovascolari. Condotto per dodici anni su oltre 154 mila persone tra i 35 e i 70 anni, arruolati tra il 2003 e il 2013 in 18 paesi ad alto, medio e basso reddito dei cinque continenti, è insomma uno degli studi epidemiologici più ampi e completi sull'argomento. I risultati della sottoanalisi presentata oggi sono stati pubblicati in contemporanea su Lancet: “Limitare l'assunzione di grassi non migliora la salute delle persone, che invece potrebbero trarre benefici se venisse ridotto l'apporto dei carboidrati al di sotto del 60 per cento dell'energia totale, e aumentando l'assunzione di grassi totali fino al 35 per cento”, ha detto Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University, e tra gli autori dell'analisi.
Per stabilire questa associazione, gli studiosi hanno analizzato le abitudini alimentari del campione (consumo di carboidrati e dei diversi grassi) grazie a questionari validati a livello nazionale e relativi allo stile di vita e alla nutrizione, suddividendo poi i partecipanti in classi a seconda della dieta seguita, dunque in base alla percentuale di energia fornita dai diversi nutrienti, carboidrati grassi o proteine. Questi dati sono poi stati confrontati con quelli relativi agli eventi e alla mortalità cardiovascolare: in totale 5796 decessi e 4784 eventi. I ricercatori hanno notato che gli individui nella classe ad alto consumo di carboidrati avevano un rischio di mortalità aumentato del 28 per cento, rispetto a quelli della classe con il più basso consumo di zuccheri, ma non un maggior rischio cardiovascolare. Viceversa, gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23 per cento del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18 per cento del rischio di ictus e del 30 per cento del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. Ciascun tipo di grasso era associato alla riduzione del rischio di mortalità: meno 14 per cento per i grassi saturi, meno 19 per cento per i grassi monoinsaturi, meno 29 per cento per quelli polinsaturi. Una maggiore assunzione di grassi saturi era associata a una riduzione del 21 per cento del rischio di ictus.
“Anche se negli ultimi venti anni tutti gli studi hanno dimostrato che quando si tratta di fattori di rischio degli eventi cardiovascolari, la parte del leone è svolta dalla correzione dei lipidi, è ragionevole pensare che il consumo di carboidrati possa essere limato al ribasso, anche se l'impatto sui fattori di rischio è minore e richiede più tempo”, commenta Alberto Zambon, associato di Medicina all'Università di Padova. L'importante, continua Zambon, è fare attenzione alla qualità dei grassi: sappiamo che quelli da privilegiare sono i mononsaturi (l'olio di oliva, per esempio) e alcuni polinsaturi (gli Omega 3 nel pesce o nella frutta secca). In sostanza quelli che sono alla base della dieta mediterranea.
“Per decenni le linee guida nutrizionali hanno puntato l'attenzione sulla riduzione dei grassi totali e sugli acidi grassi saturi, partendo dal presupposto che sostituire questi ultimi con carboidrati e grassi insaturi avrebbe abbassato il colesterolo LDL (quello cattivo, ndr), riducendo così il rischio di eventi cardiovascolari”, ha detto l'autrice dello studio, ma questo approccio si basa su dati relativi a popolazioni occidentali, nelle quali l'eccesso di cibo è una realtà ben nota”. Il nostro studio, concludono i ricercatori di PURE, consente invece di studiare l'impatto della dieta sulla mortalità totale e sulle malattie cardiovascolari in contesti differenti, quindi anche in quelle aree in cui il vero problema è la malnutrizione.

                                                                             
                                                                   

mercoledì 9 agosto 2017

Ferragosto 2017

Michele e Antonio Natilli augurano a clienti, amici e conoscenti un sereno e felice Ferragosto. Lo staff della Bottega delle Carni ha preparato per voi la consueta linea di preparazioni gastronomiche di piatti pronti a cuocere, una selezione di tagli particolari tipici del Ferragosto e, esclusiva di quest'anno, i Medaglioni di coscia d'agnello dell'alto Molise.

Tortino di pollo farcito Pollo disossato ripieno Torcinelli di agnello dell'alto molise con animelle.

giovedì 13 luglio 2017




CAMPOBASSO. 1° settembre 1967. Francesco Natilli decide, insieme ai figli, di cavalcare l’onda del miracolo economico italiano e rileva in Corso Bucci, in pieno centro a Campobasso, la sua attività: La Bottega delle Carni dei Fratelli Natilli diviene così, anno dopo anno, tra sacrifici, entusiasmo, professionalità e passione, un punto di riferimento gastronomico di assoluto livello per il Capoluogo e i paesi limitrofi. La bottega cresce di pari passo con la città, soprattutto grazie alla bontà e alla genuinità di prodotti tipici realizzati artigianalmente e che nascono con sapienza dalla certificata qualità delle carni locali. Ma non solo: perché se un’attività attraversa i decenni e le generazioni restando sempre in voga, il merito è anche del legame che si instaura con la clientela, quella clientela che ancora crede nei prodotti naturali, nei prodotti locali, nel mangiar sano. Ma, soprattutto quelle persone che vogliono ancora difendere l’economia della nostra regione. Alla semplicità e alla genuinità della piccola attività. Non è solo e semplicemente commercio, quindi. Come spesso accade in questi casi, il ruolo ricoperto è anche di natura culturale e sociale.  E’ trascorso mezzo secolo, tutta o nulla è cambiato nel negozio della centralissima Corso Bucci: la bontà dei prodotti e i sorrisi sono sempre gli stessi, i capelli sono molti di meno. La passione resta intatta, anche se l’energia non è quella degli anni ’60. Ci sono sempre le ‘500 in strada, anche se più costose e meno romantiche, gli scooter hanno preso il posto della mitica Vespa, la crisi economica morde e manca forse il senso di speranza di quegli anni ruggenti. Ma le nuove generazioni di famiglia Natilli, i nipoti di Francesco, sono pronti a proseguire questa piccola grande favola nata all’ombra del Monforte. Pronti a festeggiare il centenario nel 2067, sempre in nome della gentilezza e della qualità. 

lunedì 26 giugno 2017

Cade un altro tabù: i salumi non fanno male.

Finalmente sentiamo parole autorevoli e chiare in grado di sfatare troppi falsi tabù, dettati dalle mode del momento, che hanno indotto a guardare con sospetto i salumi. E in questo discorso un rilievo particolare lo assumano i salumi italiani, i più sicuri, più magri e nutrienti, adatti a tutti, dai bambini alla terza età. La scoperta più interessante riguarda però il modello nutrizionale che, facendo giustizia di pregiudizi e miti della cultura vegetariana, riporta al centro il consumo del principale alimento proteico, i salumi. La scienza infatti sbugiarda i vegani: nuovo studio dell’Università di Milano dimostra che non ci sono rischi per i tumori del colon-retto. Tra le principali cause di cancro, dopo il tabacco e l’alcol, figurano obesità e sovrappeso, così come fattori dietetici quali un’assunzione eccessiva e protratta nel tempo di alcuni alimenti, soprattutto con particolare riferimento ai tumori dell’apparato digerente. Come configurare in quest’ottica il consumo di carni e salumi, posti sotto attenzione dalla recente classificazione IARC? In risposta arriva il più ampio studio multicentrico condotto in Italia sul tema, coordinato dall’Università degli Studi di Milano e recentemente pubblicato su Nutrition and Cancer, che ha analizzato 3 studi caso controllo, tutti italiani, condotti dal 1985 al 2010 su oltre 10.000 soggetti (3.745 casi e 6.804 controlli) per verificare l’associazione tra consumo quotidiano di salumi e il rischio di cancro del colon-retto. I risultati dello studio evidenziano che, nel complesso, non emerge un’associazione tra gli attuali consumi di salumi della popolazione generale italiana e il tumore al colon-retto. Inoltre, non emergono rilevanti differenze di associazione tra chi consuma una quantità giornaliera di salumi più bassa (circa 15 g) e chi ne ha un consumo giornaliero di 25 g. I salumi italiani, come è noto, hanno una qualità e dei valori nutrizionali molto diversi dai prodotti del Nord Europa o America. Ma c’è un altro aspetto estremamente rilevante: “I consumi italiani sono molto più limitati: i nostri dati indicano che un consumo di 2-3 porzioni di salumi a settimana (considerando porzioni da 50g) non comporta alcun rischio apprezzabile a livello di salute pubblica in riferimento ai tumori del colon-retto.” ha commentato uno degli autori, Carlo La Vecchia, professore Ordinario di Statistica Medica ed Epidemiologia dell’Università degli Studi e membro del Comitato Scientifi- co di IFMeD, International Foundation of Mediterranean Diet.    Cav. Michele Natilli                                                Presidente Federcarni Molise

giovedì 27 aprile 2017

Scomparsa Presidente Federcarni Giorgio Guazzaloca

Con grande tristezza vi comunico la scomparsa del nostro storico Presidente Giorgio Guazzaloca.Innovatore e acutissimo osservatore, ha portato questa Federazione all'attenzione del pubblico e delle istituzioni, ottenendo risultati che ancora oggi ci permettono di restare sul mercato ed essere una categoria ascoltata. Lo ricordiamo e ancora lo ringraziamo per quanto ha fatto per tutti noi. "Un macellaio può diventare un buon Sindaco ma un Sindaco non potrà mai diventare un buon macellaio". Lo salutiamo ricordando questa sua celebre battuta quando ottenne il più alto dei suoi importanti successi di vita. Ciao Giorgio! La tua Federcarni